Intervento di mons. Alessandro Giraudo, vescovo ausiliare e vicario generale di Torino, alla Veglia per la canonizzazione del beato Giuseppe Allamano
Roma, 19 ottobre 2024
[Testo trascritto dalla registrazione audio]
Buonasera a tutti voi! Ho l'impressione di essere quello più fuori posto. Intanto perché non toccherebbe a me parlare in questo momento, in quanto sono il vescovo ausiliare che sostituisce l'arcivescovo di Torino impegnato in altri incarichi più delicati. E poi perché chi ha parlato prima di me e chi parlerà dopo di me saprà molto meglio trasmettere la ricchezza della santità di Giuseppe Allamano. Io ne raccolgo solo alcuni spunti.
Il primo è proprio questo: questo continuo cammino della Chiesa verso tutti. Se non ci mettiamo in questo movimento, anche la nostra Chiesa di Torino rischia di soffocare, perché intorno a noi respiriamo invece l'aria del rifiuto del Vangelo, dell'inutilità del Vangelo. E oggi, ancora di più, San Giuseppe Allamano ci invita a riscoprire la bellezza del Vangelo, di un Vangelo che non tramonta, anzi che ancora di più oggi vuole parlare al cuore di tutti.
E per questo la santità dell'Allamano - come ci ricordava lui nelle sue parole - è la santità che precede qualunque annuncio, che è all'origine dell'annuncio, che è il senso del farci annunciatori del Vangelo. Una santità - l'abbiamo già ascoltato - che è la capacità dello straordinario nell'ordinario. Quell'ordinario che ci soffoca, che ci riempie, che ci svuota, ma che è il luogo dove possiamo sperimentare e incontrare il Signore; è il luogo dove l'Allamano invitava i suoi missionari e le sue missionarie a rimanere, perché è nell'ordinario che avrebbero fatto cose straordinarie. Quell'ordinario che nasce dalla cura alla formazione, al preparare, al dare tempo, all'avere pazienza. Lo ha fatto lui accompagnando i preti, come prete della Diocesi, che si è speso totalmente in questo ministero; lo ha insegnato ai missionari e alle missionarie; ce lo riconsegna: se ci prendiamo cura del tempo necessario a rimanere con il Signore, a formarci alla sua scuola, a vivere della sua Parola, saremo anche noi in cammino sulla santità.
E poi riconsegno anche a voi ciò che mi ha colpito di più delle parole dell'Allamano, tante, che ho riletto in questi giorni, ma porto con me questa sera, in modo particolare, questa semplice parola: «Più si ha fame e sete di santità, fame e sete di Dio, più si è contenti. I santi che hanno questa fame e sete sono i più felici». Il Vangelo è bello perché è un Vangelo che ci invita a questa felicità, a questa gioia profonda. L'Allamano l'aveva scoperto, l'Allamano ce l'ha consegnato: che ognuno di noi lo possa testimoniare e vivere nella sua vita! Auguri a tutti voi!
[trascrizione a cura di LR]

Inside the church of the vigil.
All'interno della chiesa della veglia.


The kit of the pilgrims.
Il corredo dei pellegrini.

Pilgrims from all the world.
Pellegrini da tutto il mondo.

Pilgrims participating in the vigil.
Pellegrini che partecipano alla veglia.

Our Missionaries at the vigil.
I nostri missionari alla veglia.

Sr. Lucia Bortolomasi the Mother General of the Consolata Sisters talking to the pilgrims.
Suor Lucia Bortolomasi Madre Generale delle Suore della Consolata, parla ai pellegrini.

Tata Nzambe Choir animating the pilgrims.
Il coro Tata Nzambe anima i pellegrini.

Pilgrims listening attentively.
Pellegrini che ascoltano attentamente.

Fr. Edwin Osaleh the moderator explains the schedule of the day.
P. Edwin Osaleh il moderatore spiega il programma del giorno.

Groups of pilgrims participating the vigil fully.
Gruppi di pellegrini partecipano alla veglia in toto.

Card. Giorgio Malengo, among leaders who participated in the vigil.
Tra i leader che hanno partecipato alla veglia anche il card. Giorgio Malengo.

Fr. Edwin Osaleh the Moderator inviting a speaker to give her testimony.
Padre Edwin Osaleh, moderatore, invita un oratore a dare la sua testimonianza.

Fr. Antonio Rovelli giving details of the program of the day.
P. Antonio Rovelli illustra nei dettagli il programma della giornata.
