Originale autografo…, in AIMC

Torino 18 settembre 1903

Carissimo Benedetto,

Come va che dopo che abbiam tanto lavorato (cioè chiacchierato e combinato) assieme per quella grande officina meccanica di Tusu, non me ne hai ancora fatto parola? A quest’ora non è certo ancor piantata, ma all’arrivo della presente o lo sarà, o sarà presto ad esserlo – Dunque, intendiamoci: è da te che io desidero informazioni sull’andamento della sega e macchine annesse – Non è per farti un rimprovero che ti scrivo questo, è solo perché sappi che se quell’opera mi stette a cuore prima che fosse fatta, non me lo sta meno dopo fatta, e quindi sono impaziente di saperne la riuscita – Anzi quanto al laboratorio è da te in particolare che io attendo informazioni, ma minute e dettagliate e lunghe, lunghe e frequentissime.

C’intendevamo così bene quando si attendeva a preparalo, che spero ci intenderemo sempre nel [!] avviarlo e migliorarlo = e dimmi sempre gli strumenti e ferri ecc. ecc. che ti abbisognano – Del tuo spirituale e del resto scriverai al Sig. Rettore (e scrivigli più spesso), ma per questo del laboratorio facciamo tra noi. Ho saputo che una tua sorella è sposa, ed il Sig. Rettore le regalò un acquasantini colla Consolata a nome di voi due fratelli.

Tuo aff.mo C. Camisassa