Originale autografo…, in AIMC
Torino 1 Maggio 1905
Caro Benedetto,
Ricevetti la tua lettera ultima e subito feci ricerca di sega e nastro sulle misure chieste. Ma in quasi tutti i negozi di Torino non fu possibile trovarne: tutti dicevano che la misura usuale è di mill. 15, da dente a dente, per legno verde (anche duro) e mill. 10, al più 11, pel secco (anche se dolche[!]). Fu un vero caso trovar gli 8 metri che ti spedisco per pacco postale, coi denti da 12: era un pezzo rimasto invenduto da molti anni che nessuno li chiede di tal misura. Ci sono coi denti da 13, ma larghe soltanto 0,035. Ora cercherò ancor se ne trovo altri 8 metri da 12 e te li manderò con altro pacco: se no te li manderò da 11, e tu t’arrangerai a far come tutto il mondo fa –
La lettura del tuo diario mi fe’ molto piacere per la descrizione dei legnami, ma specialmente per la relazione di quel discorso tenuto con un nero riguardo al di lui parente malato e di cui aspettava l’eredità – Sono questi aneddoti e massime le conversazioni con loro ed i loro detti che interessano tanto e desideriamo nei diarii – Procura di scrivermeli ogni volta che capitano a te od anche solo in tua presenza.
Dirai ad Aquilino che qualora il suo organetto mignon esigesse che si giri molto in fretta per suonare, massime nei ripieni, è segno che i suoi mantici perdono il fiato. Perciò dovrete smontarlo. A ciò occorre togliere le due assicelle che sono sopra (appena aperto) accanto ai cilindri (di qua e di là) intorno ai quali si rotola (o srotola) la carta delle suonate; e così pure svitare le 4 viti che sono nei due lati (all’esterno della cassa) accanto ai due sportelli che soglionsi aprire per rinforzare il suono. Incollati i mantici, rimettesi tutto a posto. E nient’altro per ora.
Di salute noi benissimo. Il Sig. Rettore vi benedice e saluta tutti –
Tuo aff.mo C. Camisassa
