Originale autografo…, in AIMC

Fattoria 4 Novemb. 1911

Carissimo D. Luigi,

Ricevetti tua lettera del 5 ottob…. e benché ci sorprenda quanto tu dici dell’inadattabilità del sistema a trazione delle pompe, pure ci rimettiamo ai tecnici; e se son concordi ad escluderlo, accetta tu pure il sistema che t’indicheran migliore.

Però ti ripeto non contentarti di Ballari, ma chiedi all’Ing. Perlo, sollecitandolo a farsi studiare da qualche suo amico o dipendente, tutto il nostro impianto quale te l’ho descritto nelle varie mie lettere e che poi t’indichino preciso il da farsi. E quanto all’ordinarlo a Ballari od alle Officine Savigliano, ricordati di dar la preferenza a queste anche con un 5° d’aumento sul prezzo Ballari. Sarà però difficile che queste ti facciano poi tutte quelle piccole cosette che ti farebbe Ballari a complemento dell’impianto. Non ti ho telegrafato, perché questa cosa ora non ci preme più tanto avendo ancor 35 metri di galleria da fare… e che adesso procede lenta avendo trovato la pietra… credo ne avrem per 2 mesi. Poi si farà tutta la costruzione e l’impianto del laboratorio (ove abbiam 36 macchine da collocare) che esigeranno 4, o 6 mesi… cose che si posson far tutte appena tu ci dirai il N° dei giri del grande albero orizzontale di 40 metri: anzi se il resto del macchinario tarda, tu potresti spedirci per primo e separatamente spedirci questo albero coi relativi cuscinetti e rosettoni perché potremmo già farci tutti i volanti in legno e collocar l’albero stesso. In conclusione forse arriverò io in Italia prima che partano da costì tubi, Pelton, albero verticale, ecc. ecc. Dunque disponi tutto e ordina tutto tu stesso in modo di poterci spedire poi tutto fra sei mesi circa dalla data della presente. Ciò che importa è che tutto sia fatto bene, anche a costo d’un po’ di ritardo.

Ora ti do soltanto alcuni avvisi in relazione all’impianto come nuovamente da te suggeriti.

1° L’albero orizzontale si metterà all’altezza del pavimento del laboratorio, cioè a circa 28,50 dal fondo del pozzo. Però siccome o per errore dello scavo galleria, o perché (trovato un fondo adatto) può darsi abbassiamo ancora il fondo del livello del pozzo d’1 metro circa, sarà bene che l’albero verticale arrivi qui lungo met. 30, non 34 come tu scrivi, ché a tagliarne via 1 pezzo siam sempre capaci.

2° La velocità di rotazione dell’albero orizzontale sarebbe desiderabile a 200 giri circa per minuto primo, ma quella dell’albero verticale fissatela pure come vi par meglio (anche cioè a 400 giri circa) e più economico. Soltanto ti raccomando che le ruote d’angolo d’ingranaggio (sia sotto come sopra) siano piuttosto grandi, e con denti in legno piuttosto grossi acciò non si logorino così presto.

3° Il sistema della Pelton orizzontale non ci piace: si metta verticale, come fan tutti.

4° È sempre desiderabile aver due bocche di getto sulle palette Pelton, conforme ti scrissi da Tusu; ci sembra sempre il migliore per usufruire bene l’acqua nei cambii di quantità d’erogazione [disegno].

5° Anche i 2 robinetti credo non vadano a spina, ma che sian da farsi come i disegni cianografici che ti spedii da Tusu, salvo che l’Ing. Perlo ti suggerisca altro. E quanto al comando di questi robinetti puoi adottare la corda metallica o una bacchetta, con ruota dentata o vite perpetua.

6° Ci sarebbe una variante a fare che ci starebbe molto a cuore per molti motivi. Ed è che il tubo dell’acqua oltre ad avere i 2 getti sulle palette della Pelton, avesse ancor 1 getto da un lato capace d’esaurire tutta l’acqua che scende anche nelle maggiori piene (da 150 a 160 litri per secondo). Ma questo getto dovrebbe essere regolato in modo che a misura che s’aprano, uno dopo l’altro, i 2 rubinetti dei 2 getti sulla Pelton, si chiudesse automaticamente il medesimo – e progressivamente all’aprimento degli altri 2. E così automaticamente si aprisse a misura che gli altri 2 si chiudano. È un meccanismo che non ho ancor studiato preciso, ma parmi si possa fare facilmente. Avrebbe il gran vantaggio di non dover mai togliere la discesa dell’acqua dal tubo, anche quando si ferma la Pelton, e scenderebbe sempre la stessa quantità d’acqua nel pozzo anche quando si lavora con 1 solo getto. Questo si desidera non allo scopo di sopprimere le 2 serrande (che t’ordinai, e che devi ugualmente fare) o gli sfioratori, ma perché quando l’acqua esce dalla galleria ha ancora un salto di 10 metri per scender nella valletta, e noi vogliam profittarne collocando colà una dinamo (che speriamo ci sarà regalata) per cui usufruiremo la vecchia ruota a palette fattaci da Ballari. E con tal dinamo che va molto meglio se ha sempre la stessa quantità d’acqua, vorrem produrre luce la notte in tutta la fattoria, e calore (mediante resistenza) per l’orfanotrofio e massime per l’essicatore dei cereali e del caffè. Il getto di scarico ti dissi che dovrebbe essere laterale agli altri 2 getti della Pelton: noi scaveremmo una caverna nella pietra da un lato della Pelton, e si dirigerebbe in essa questo getto di scarico; e così l’acqua andrebbe sempre tutta via per la galleria fino al salto della dinamo. Ci vedo però una difficoltà nel combinar che questo getto di scarico si apra sempre proporzionale allo scarico di 1 solo od anche dei 2 getti sulla Pelton, e ciò sia quando s’ha acqua a 150… come a 100 come a soli 50 litri: nei quali casi si dovrebbe poterla usar tutta senza aprir il robinetto di scarico. Però questa difficoltà pare sia già risolta coi robinetti così detti equilibrati, dei quali si parla nel foglietto F B che t’accludo Fonderia Conti – robinetti che certo avranno le Officine Savigliano od anche Ansaldi o Sala o Lavini e Rampone.

7° L’albero lungo orizzontale si connetterebbe ora direttamente coll’al-bero verticale mediante ruote d’ingranaggio d’angolo all’orlo del pozzo. Quindi resta annullata quella trasmissione con corde, di cui ti scritti [!]; e dei 2 grossi rosettoni binati ordinati pei 2 grandi volanti ivi, dovrai solo più mandarcene uno per far in legno qui un gran volante che metteremo all’albero orizzontale presso la bocca del pozzo. Ciò per l’andamento più regolare.

8° Il disgrano che ti avevo ordinato per questo albero orizzontale, da mettersi subito dopo il gran volante (cioè tra questo e i successivi volanti del macchinario) ci occorre egualmente, volendo sempre poter fermare l’albero orizzontale in tutta la sua lunghezza (dopo il disgrano cioè) d’un sol colpo e da qualunque punto del laboratorio.

9° Monsig. approverebbe l’idea che facciate voi stessi all’Istituto i tubi di acciaio per tutta la discesa nel pozzo; e farli o nel modo del foglio qui accluso A (1 grande, 1 piccolo) oppure degradanti in modo che entrino sempre il superiore nell’inferiore, come vi verrà meglio: ma badare che i tubi van messi 1 al contrario dell’altro [disegno] acciò combacino perfettamente anche nel sito in cui c’è doppio spessore presso le rivure. Queste rivure poi devono essere numerosissime, per assicurarci che il tubo non perda acqua. Quanto allo spessore della lamiera d’acciaio Mons. trova eccessivo il 6 mill. dei tubi Marusan – però informati bene dall’Ing. Perlo in proposito. Quanto al curvare quella lamiera ben rotonda credo che te lo farebbe la stessa ditta Raineri che ha le macchine – od anche Ravelli. Bisognerebbe che voi faceste soltanto i buchi per le rivure, ma queste solo provarle, e non metterle: si potrebbero così spedire i tubi (almen parecchi tubi) uno dentro l’altro (coprendoli un poco): e qui poi le rivure le metterà Benedetto che è pratico. Naturalmente le rivure dovete mandarcele, e di ferro Svezia… o almen proprio buono. Se vi dà fastidio far tali tubi, o non siete ben sicuri di riuscire, domanda i prezzi alla Ditta Togni di cui ti mando il foglio A. Credo costeranno assai meno che i Mausman ed è più facile avere le curve e la braga di cui già ti scrissi per ottener i 2 getti. Per ora termino riservandomi a darti altre spiegazioni se occorrerà. Di salute sto sempre benissimo. Ricevute lettere di tue sorelle che ringrazierai e saluterai tanto. Salutami pure tutti all’Istituto.

Tuo aff.mo C. G. Camisassa