Originale autografo…, in AIMC

Nyeri 6 Dicembre 1911 N 35

Amat.mo Sig. Rettore,

Ricevetti or ora (son le 2 pom.) la sua lettera del 4 Nov.bre.e dovendo far ripartire per le 2,30 la posta, non ho tempo a risponderle. D’altronde niente par siavi di pressanti risposte, ché già le mie lettere precedenti v’han risposto in gran parte. P. Bertagna è partito da Mombasa il 1° Corrente mese.

Dica a D. Luigi che la roba da lui spedita in agosto non è ancor giunta qui essendo da 2 mesi ferma a Nairobi: la roba poi delle suore fu fermata a Catania causa la guerra: ora dicono riattivata la linea e giungerà presto. Dia a D. Luigi questi 2 stampati, dicendo chiegga il prezzo del cerchio pei fornelli a gaz e se costa poco ne faccia venir uno per l’Istituto. Gli dica anche che da mesi leggiamo in giornali di furti ingenti perpetrati da gente fattisi (fin per 10 anni) domestici di persone ritenute ricche, e che quindi stiate attenti anche ai presentatisi come domestici alla Consolata o allievi nell’Istituto. Egli (e V. S. pure) mi capite a chi alludo, e silenzio absolute.

Da tempo studiam con Mons. per qualche nuovo vicariato, che qui non sappiam se e quando ci concederanno aprir altre missioni. Qui un padre (e in pochi posti, due) con 4 suore bastano per ogni stazione, sicché presto non abbisogniamo più tanto di padri (ci occorrono però fratelli pratici pel gran laboratorio della Fattoria). Quindi si pensa a una nuova missione, perciò ne scrissi a M.r Bonzani [!] in confidenza acciò aiuti, senza dirgli perché, il teol. Barlassina, a procurarmi e spedirmi presto una carta del Congo belga e dell’Abissinia colle divisioni ultime dei Vicariati. Ella vegga se all’Istituto hanno le carte tutte annesse al libro del Bottego; più la carta del D’Abbadie che era annessa ai libri del Card. Massaia; e me le spedisca tutte subito dirette a Limuru. Con Mons. stiamo concretando una Prefettura o nel Caffa o nell’alto Congo in vicinanza del lago Alberto Nianza. Per questo io penso che studiata bene qui la cosa, converrebbe che lei mi venisse incontro fino a Roma (io scenderei a Napoli) e là trovandoci faremo delle proposte concrete al Card. Gotti, e farem pure dei passi presso il ministero degli esteri pel Caffa o presso il Consolato belga pel Congo. I posti più sani e migliori del-l’Africa tutti se li prendono, e di località sane (cioè sopra i 1500, o 2000 metri sul mare) ne restan poche non occupate: forse solo più nel Caffa, e presso il lago Alberto. Se non facciam noi delle domande, il Card. Gotti ci farà domani un’offerta non conveniente per noi e convien metter un piede avanti e presto. D’altronde non si farà più colà come qui di mandar subito molta gente, basta mandar uno o due a piantarsi e poi si può star molti anni facendo poco, come vediam si fa da molti altri che col personale nostro han già due o tre prefetture, massime i Belgi. Ella ci pensi e mi risponda colla sua prima lettera, diretta a Limuru, che avrò qui in febbraio e così io l’avverto per tempo del giorno di mio arrivo a Roma. Ella mi dirà che posso bastar colà io solo: ma invece io ritengo absolute necessario ci sia pure lei.

Termino, non avendo più tempo. Mons. va sempre meglio, pel suo piede. Avuto il definitivo permesso per Meru: partiran 4 fra otto o dieci giorni.

Mia salute sempre optima e con tutta sincerità.

Aff.mo in G. e M. – C. G. Camisassa