Originale autografo…, in ASMC

Torino 13 Giugno 1914 N 6

Carissima nel Signore,Ho ricevuto la tua letterina… graditissima come sempre, ma più ancora se fosse stata più lunga… Però c’era quella lunga a Padre, e si sa che era anche per me, dopo che egli vide che non conteneva cose tue particolari da non dire a me.

Comprendo il tuo desiderio d’aver mie lunghe lettere, giudicando da quel che ho io di aver le tue lunghe – Ah se ci fosse ancora quel caro telefono 43.74! anche per la Farm! Credo che non la finiremmo più… Basta, questa privazione ci farà poi goder di più l’interminabile … compagnia che ci faremo in Paradiso, ove conto andarvi ad attendere.

Delle miseriuccie che scrivi a Padre… ti risponde di nuovo egli stesso… e tien preziose le sue lettere perché ne scrive tanto poche!A Monsignore stresso non scrive che poche volte all’anno. Fatti coraggio e fa coraggio a tutte. Siete nella fase dolorosa che succede in questo mondo alla luna di miele; forse per le maritate generalmente non finisce più; ma per voi finirà… e spero presto. Siete giovani, ecco perché sentite tanto l’entrata nell’Africa, con tutte quelle malattie e incomodi locali che vi avevo tante volte predetto – Fra essi v’è anche – alla vostra età - una certa nervosità, talvolta ed a momenti perfino nevrastenia che spiega come s’aggravino i difetti morali e gli scatti d’umanità che avevate già in germe qui. Se io non li soffrii, era perché avevo già la pelle dura e i nervi ormai insensibilizzati. Ma per voi capisco che non è così. Ricordo anche che succedeva lo stesso alle Cottolenghine nei primi anni che eran costì, massime alle più giovani. Ma presto fecero il callo  ed ora vedete come in generale stanno bene. Anche a voi succederà così: fra un paio d’anni gran parte degli incomodi attuali scompariranno  od almen saranno attenuati e più sopportabili.

Del resto in nessuna parte del mondo la vita umana è valle di rose sole, ma rose con spine, anzi valle di lacrime… E dovrà esser diverso per delle missionarie? Non avete concepito la vita di missione come vita di sacrificio? Non avete sempre aspirato a far grandi sacrifizi e privazioni? Ma, ti ripeto, fa coraggio a tutte ché non sarà sempre così, e qualche rosa, pur tra le spine, raccoglierete.

Come va che la busta contenente la tua lettera era aperta cioè tagliata? Mi pare averti detto per norma generale che le tue lettere io le mando sempre suggellate (han persin diritto tutti e tutte, scrivendo ai Superiori, di consegnare le lettere suggellate). Prendi dunque l’abitudine di consegnarle così a Monsig.re. La Sig.na Rossano dopo esser andata sull’orlo della tomba, tornò un po’ indietro: ora sembra di nuovo aggravarsi gradatamente e dà poche speranze.

Pregate tanto per una grazia che sta tanto a cuore a Padre ed a me, e che dovrà compiersi in settembre e fate pregar per questo i bambini e… e i grandi.

Salute di Padre e mia ottima; anche nell’Istituto stan bene tutte… Stavolta non dissi loro che scrivevo; ma ti fo ugualmente i loro saluti aggiungendo fin d’ora gli auguri per il tuo onomastico. Ma abbiam ancora un buon mese e spero di scriverti prima d’allora. Ciò dipenderà anche un po’ da te, che se mi scrivi in lungo m’obblighi a farlo io pure – Salutamele tutte e fa coraggio specialmente a Sr. Cecilia.

Tuo dev.mo in G. e M. – G. Camisassa