Originale autografo…, in ASMC

s. d. [verso la fine del 1914 ?]

Rev. V. Superiora,

Le mando gli appunti concordati col Sig. Rettore riguardo alla contabilità delle postulanti, novizie e poi Professe… ed anche per le uscenti che speriamo siano ognor più poche… a misura che si è cauti e difficili nelle accettazioni. Ella favorisca farmene scrivere una copia – portando a suo posto le diverse parti postillate – È bene scrivano molto andante e lasciando una riga in bianco. Così mi sarà comodo farvi le ultime correzioni.

C. G. Camisassa

APPUNTI RIGUARDANTI LA CONTABILITÀ DELLE POSTULANTI

NOVIZIE E PROFESSE

Premessa

Dalle postulanti che vengono da paesi lontani si esigerà che oltre il corredo regolamentare e le £ 200 pensione portino, e depositino in mano alla Superiora, la somma che potesse loro occorrere pel viaggio nel tornare a casa.

I – Le aspiranti che entrano nell’Istituto possono classificarsi – per quanto riguarda corredo e pensione – come segue:

Quelle che entrano portando completo corredo in tutti oggetti nuovi, o come nuovi, a tenore

del modulo, e £ 200 pensione

Quelle che hanno soltanto parte del corredo prescritto, ma tengono danaro per completarlo

o all’atto dell’ingresso o ricevuto da casa loro più tardi – ed han pure £ 200 per pensione.

c) Quelle che portan solo parte del corredo e non han danaro sufficiente per completarlo e le £ 200 per pensione le han tutte o solo in parte.

II – Per tutte le tre classi, nell’atto che entrano, si fa un inventario e descrizione degli oggetti di corredo portati (indicando se nuovi od usati), poscia si fa il conto dei capi di corredo di cui mancano e della spesa che occorrerebbe per acquistarli e completare il corredo. Questa spesa si segna come pro-memoria nel registro passivo di ciascuna postulante.

Nell’attivo poi dello stesso registro si segna solo come pro-memoria il quantitativo (non il valore) degli oggetti di corredo che ha portato. Poscia dallo stesso registro attivo si segna la somma consegnata per pensione sia che questa fosse completa, cioè di £ 200, sia che inferiore alle £ 200.

In terzo luogo si registra il danaro che l’aspirante consegna in più delle lire 200: così se di certi capi di corredo ne ha in più del numero prescritto, si computa il valore di questi oggetti eccedenti, e lo si segna all’attivo; s’inten-de però un valore che avrebbero se di qualità comune, senza tener conto di speciale loro finezza.

Osservare che se la missionaria durante il post.dato o noviz.to riceve da casa oggetti di corredo, questi si stimano e registrano al suo attivo se sono cose delle quali mancava nell’ingresso al compimento del corredo; ma se sono in sostituzione di quelli portati nell’ingresso, poi logoratisi, essi non si registrano all’attivo né al passivo, ma se ne tien solo memoria per darglieli se uscirà.

Avvertenza: Anche quando si fa all’ingresso il computo del costo degli oggetti di corredo che le mancassero, si conteggiano solo pel valore che avrebbero come oggetti comuni.

III – Sul libretto-registro passivo di ciascuna postulante o novizia fino all’epoca della professione si segneranno primieramente la somma occorrente per completarle il corredo, come detto sopra, ove non l’abbia portato completo, indi la somma che le mancasse alle 200 lire dovute per pensione; poscia con rispettiva data le spese seguenti:

il valore degli oggetti di corredo ad uso strettamente personale che l’Istituto dà (o

nell’ingresso o man mano) a quelle che ne mancano;

le spese fatte per sostituzione di quei capi di corredo che la postulante o novizia aveva

portati, ma che nel frattempo si sono logorati od altrimenti resi inservibili;

le spese per riparazioni, rammendature… manutenzione, insomma, del corredo;

le spese per medico e chirurgo, come per medicine, cure ed operazioni in qualsivoglia

malattia;

per libri divoti o d’istruzione religiosa o per altri oggetti desiderati dalla postulante o

novizia;

per acquisto di libri necessari per gli studi che deve fare fino alla prima professione.

IV – Le Suore ammesse alla 1a professione presenteranno alla Superiora prima di tale atto una nota completa di tutti gli oggetti che posseggono (corredo, libri, cose di devozione, regali avuti per ricordo) come pure del denaro o valori che tenessero presso di sé.

La Superiora, fatta la cernita degli oggetti di corredo e libri, lascierà solo in uso quel quantitativo di essi che è ordinato nell’apposito elenco, dando loro preferibilmente le cose più prossime a divenir inservibili per logoramento. Le cose residue del loro corredo individuale, se già usate, si radunano in apposita cassa col nome della Suora alla quale si passeranno in seguito secondo il bisogno; se invece sono nuove si mettono nel magazzino generale della Comunità. Però di questi oggetti non si toglie il N° e la cifra della Suora che li aveva, e ciò per passarli poi preferibilmente a lei quando ne abbisognerà.

Degli oggetti estranei al corredo che ella possedesse il Superiore le permetterà di ritenere (sempre in solo uso) quelli che egli giudicherà: gli altri passano nel magazzino della Comunità ma si tengono separati lasciandovi il di lei numero per 5 anni.

Le 200 lire portate per pensione passano senz’altro all’Istituto a tale scopo. A chi ha portato meno di 200 lire per pensione, si segna la somma mancante quale suo debito da coprirsi poi colla dote, che si fa col seguente computo: Si addiziona al passivo della suora:

la somma che nell’ingresso le mancava alle 200 prescritte per pensione;

la somma che le sarebbe occorsa nel suo ingresso per completare il corredo (posto che

l’abbia portato incompleto);

le spese fatte per sostituzione degli oggetti di corredo che aveva portati e che si reseroinservibili con l’uso;

tutte le spese segnate in c), d), e), f) nel N° III.

Nell’attivo invece si segnano:

Le somme portatele in regalo dai suoi di casa durante postulandato e noviziato, o che ellaricevette comunque per suo uso personale e che consegnò alla Superiora;

Il valore dei capi di corredo mancatile entrando ma poi pervenutile da casa dopo il suo ingresso;

In terzo luogo se la missionaria portò un corredo che pel N° dei capi superasse il N° prescritto dal modulo: questi oggetti in più si registrano pel loro valore come nuovi al suo attivo ove avesse da coprir dei debiti nella sistemazione dei suoi conti. Notasi che, come già fu detto, non si conta il solo maggior valore che avesse il suo corredo per finezza degli oggetti, ma si contano soltanto quelli che superano il N° progressivo, e pel valore che avrebbero se di qualità comune.

Fatto tale computo se ella avrà ancora qualche cosa di attivo (dopo coperti tutti quei debiti) ciò le si costituisce in dote e firmano lei e la Superiora il suo registro particolare. Se invece fosse in debito verso l’Istituto, ella riconoscerà tale debito firmando il suo registro e questo debito l’estinguerà a misura che riceve qualche somma dai suoi parenti od in eredità (escluso ciò che le è dato intuitu missionis).

Solo dopo che abbia estinto ogni debito, si costituirà la dote con quel che le sopravvanza: dote che può anche aumentare in seguito ogni volta che riceve somma di qualche entità dai suoi parenti, conforme alle costituzioni.

V – Nel caso di uscita d’una postulante o novizia (qualunque ne sia il motivo) le si liquidano i conti nel modo seguente:

1° – Quelle che entrarono con corredo completo e £ 200 dovranno pagare la pensione pel tempo passato nell’Istituto in ragione di lire 20 al mese; e se vi stettero oltre 10 mesi, loro si condona la pensione per questo soprappiù – pagano inoltre tutte le spese indicate nel N III in a), b), c), d), e), f).

Posto che abbiano danaro sufficiente a pagare tutto questo, si restituisce loro tanto il corredo da esse portato, quanto quello posteriormente dato loro dall’Istituto, nello stato in cui trovasi in quel momento; e così pure le si danno libri od altri oggetti comprati come fu detto nel N III in e) ed f).

Qualunque postulante o novizia che esce, prima di partire firmerà il suo libretto di conti, a conferma del suo pareggiamento. Qualora non abbia denaro per coprire tutte queste spese, l’Istituto accetterà in compenso anche oggetti del suo corredo, ma che siano nuovi, se di uso personale (e anche non nuovi se di uso comune, come coperte, catalogne etc.), conteggiando questi al valore che hanno in quel momento.

N. B.: chi non ha danari (od oggetti di corredo in compenso) da coprire tutti i suoi debiti a tenore del computo sopradetto dia quanto ha e poi sarà lasciata andar in pace; ma avvertendola chiaramente della somma da lei dovuta ancora secondo giustizia, e che perciò cerchi modo di soddisfare presto o tardi a questo suo dovere.

2° – Per quelle che entrando mancavano di parte del corredo regolamentare o di tutta (od in parte) la somma di £ 200 dovute per pensione, si conteggia all’attivo solamente la somma portata entrando o datale successivamente dai suoi di casa, sia per pensione sia per altri usi.

Nel passivo invece si addizionano: 1°) le spese fatte pei diversi titoli indicati nel N III dall’a) fino all’ f) compreso; 2°) si computa quanto deve per pensione a £ 20 al mese (col condono, come detto sopra, dei giorni oltre i 10 mesi). Ciò fatto, se l’uscente ha di che pagare tutte queste passività (o coi fondi portati entrando o con danaro a mano) le si darà tutto il corredo portato nell’entrata, come pure le cose acquistate come detto nel N III in a) b) e) f). Se non ha danaro sufficiente lascierà indietro tutti gli oggetti di uso comune indicati nel N III in a) b) e) f): questi oggetti si valuteranno pel loro valore allo stato presente e supposto che siano ancor servibili per la Comunità; se inservibili e di stretto uso personale si lasciano invece a lei.

Fatto poscia il conto di tutto il suo passivo (risultante dopo la restituzione di tali oggetti) lo si notifica all’uscente, coll’ammonizione, come detto nel N. B., ed ella prima di uscire firma il suo libretto riconoscendo il suo debito verso l’Istituto.

Naturalmente se qualcuno degli acquisti detti nel N III a), b) le fossero indispensabili per uscire decorosamente, non si permetterà che torni a casa indecorosamente vestita, o con pericolo d’ammalare per viaggio (pel freddo), ma le si lasciano queste cose indispensabili, come le si lascia tanto di danaro pel viaggio di ritorno.

1915