Copia dattiloscritta dall’originale autografo…, in Min. Affari Esteri - Etiopia
Torino, 16 aprile 1915.
Caro Monsignore,
Sarà una sbadataggine, ma il fatto è che non intravvedo punto nella sua lettera l’accenno alla 2a spedizione pel Kaffa. Da Mons. Perlo ebbi lettera solo ieri, ma in data 10 febbraio, e non mi fa il minimo accenno a voler mandare una seconda spedizione verso l’Abissinia. Però confesso che essendo giunto Mons. Barlassina il 1° febbraio nel Kikuyu, deve essere naturale che egli pensi ad avviarsi alla sua destinazione cioè al Kaffa, e quindi che in questi giorni prepari qualche cosa al riguardo. Con lui penso possano andare Padre Giovanni Toselli di Cuneo e Padre Luigi Perlo di Fossano, quelli che già chiesero di accompagnare Mons. Barlassina; di più assolutamente non ne so. E se vanno, stavolta sarà come Missionari. D’armi non porteranno che l’indispensabile, cioè un Wetterly caduno, e l’itinerario è dal Kenya, via Meru, Marsabit, Moyale, Arero, Burgi, Lago Margherita ecc. ecc. È la sola strada possibile da Sud a Nord. Quanto all’esserci di mezzo il nome di Mons. Perlo in questa faccenda, la cosa è presto spiegata col gran credito e fiducia di cui gode presso le Autorità inglesi del British East Africa. Basti dire che la prima spedizione del 20 novembre 1914, per cui sarebbe richiesto un deposito di 2.000 = sterline per eventuali difficoltà politiche nel viaggio… a lui l’accordarono gratis sulla sola sua garanzia personale. Dunque Mons. Perlo c’entra come agente e procuratore di Mons. Barlassina per facilitare a questi la partenza e le licenze debite.
Nulla poi, proprio nulla so che a questa spedizione, se pur è vero che si faccia, debba unirsi il V. Console italiano di Nairobi, Dottor Cavicchioni.
Ecco quanto ho da dirle con tutta verità e mi creda suo dev.mo
Can.G. Camisassa
