Originale autografo…, in Min. d. Colonie, Pos. 54/29 – Fasc.113

Torino 30 Novembre 1917

Ill. mo Sig. Commendatore,

Il nostro missionario Padre Costa, venuto testé a Roma, nel riferirmi la cordialissima accoglienza fattagli da V. S. – di che pure io La ringrazio – ha aggiunto che Ella desiderava conferir meco a voce riguardo alle pratiche per l’ingresso dei nostri al Kaffa. Se non fosse dell’attuale stagione, in cui i primi freddi mi portarono più volte attacchi d’influenza, sarei venuto io stesso a Roma. Non potendolo fare, prego V. S. di aprirsi intieramente riguardo alle dette pratiche col P. Costa, che è persona di tutta nostra fiducia e terrà certo il segreto. Non si stupisca però di vederlo poco informato di quanto fece Mons. Barlassina in Addis Abeba, poiché le cose ebbero finora colà un andamento così incerto e problematico che preferimmo tacerne con tutti, e cogli stessi Padri Costa e Gallea, Direttori il primo del Seminario, il secondo del Collegio degli aspiranti alle nostre Missioni.

Ora permetta che ben sapendo, e altamente apprezzando, il benevolo interessamento di V. S. all’operato dei nostri missionari, io unisca la mia preghiera a quella già fattale dal P. Costa, e cioè di voler adoperare l’alta sua influenza per ottenere l’esonero dei detti due Padri Costa e Gallea. Dopodiché dal nostro Istituto son già andati sotto le armi più di 30 membri – tra sacerdoti e chierici – siamo ridotti a non aver più che questi due Padri capaci di attendere alla direzione del Seminario e del Collegio. Come canonici della Metropolitana e Rettore il C.co Allamano, e Vice Rettore io, del Santuario della Consolata, lontani 2 Kilom. dalla Casa madre dell’Istituto, noi siamo nell’impossibilità assoluta – anche per l’età avanzata – di attendere personalmente alla direzione di quella Casa, e ci necessita chi ci supplisca. Il P. Costa entrato nell’Istituto fin dagli inizi della sua fondazione vi ha acquistato una formazione e un’esperienza speciale per la Direzione del Seminario dei nostri; e così D. Gallea nella Direzione del Collegio che conta 40 alunni dei corsi ginnasiali aspiranti alle Missioni nostre. Se questi due padri ci fossero tolti saremmo forzati di chiudere Seminario e Collegio con perdita di futuri missionari e conseguente arenamento delle opere dei nostri al Kenia e al Kaffa.

Non sto a dirle di più sapendo quanto V. S. è già disposta ad aiutarci, poiché ben conosce lo spirito di patriottismo spiegato dai nostri in Africa: spirito che fu constatato ed encomiato da quanti visitarono le nostre Missioni, fra i quali l’attuale Ministro della Guerra Sen. C.te Vittorio Alfieri, che conserva personale amicizia e corrispondenza con Mons. Perlo.

Voglia perdonare la mia insistenza in considerazione della nostra grave necessità, e gradire l’espressione di sentita riconoscenza e doveroso ossequio.

Di V. S. Ill.ma Obblig. mo Servitore

Can.co G. Camisassa

Vice Superiore