Originale autografo…, in Ministero d. Colonie, Pos. 89/15 – Somalia

Roma 21 marzo 1918

Eccellenza

Il sottoscritto si permette far presente a V. E. che sin da quando, nel marzo 1913, venne eretta la Prefettura Apost.ca del Kaffa e affidata ai missionari della Consolata di Torino, questi cominciarono tosto presso la Legazione Italiana di Addis Abeba le pratiche per ottenere dal Governo Abissino il permesso d’entrata nelle regioni del Sud Etiopia. La persistente inutilità di tali pratiche, sempre attribuita all’ostilità dei Copti Abissini, indusse il sottoscritto a desistere dalla richiesta d’entrata come missionari cattolici, presentando invece la domanda d’esservi ammessi come italiani iniziatori di imprese agricole – industriali – commerciali: imprese egualmente vantaggiose per l’Abissinia che per l’Italia. Le insistenze nostre per tale licenza furono gradatamente intensificate per tre anni di seguito presso il R. Console d’Italia in Addis Abeba, ma sempre inutilmente: cosa inesplicabile, mentre si sapeva che sotto veste consimile qualunque italiano può entrare in Etiopia.

In conseguenza, e per rendersi conto di questa opposizione, lo stesso Prefetto Apost.co del Kaffa, Monsignor Gaudenzio Barlassina si recò su finir del 1916 in Addis Abeba, e là con la conoscenza che poté acquistare del-l’ambiente e le relazioni contratte con diversi personaggi altolocati, riuscì ad ottenere sul finir del 1917, il permesso formale – vidimato dal Ministro Abissino degli esteri – per l’entrata a due dei nostri.

Questi, mandativi da Mons. Perlo Vicario Ap.co del Kenia, giunsero al principio del 1918 in Addis Abeba, donde con discreta provvista di merci e macchinario proseguirono in direzione ovest verso il Wollega, e già impiantarono due posti, uno provvisorio a Leka ed uno stabile a Gimbi in vicinanza di Nekemti. Ora Monsig. Barlassina da Addis Abeba scrive che simili permessi ha già assicurati per altri missionari nella stessa direzione, e chiede che gli sia mandato nuovo personale per iniziare, allargare, consolidare questa penetrazione che sarà certo vantaggiosa per estendere l’influenza italiana in quelle regioni di grande avvenire per la fertilità del suolo e l’esistenza di ricche miniere, al cui accaparramento vanno adoperandosi gli Inglesi da Gambela.

In tempi normali l’Istituto della Consolata potrebbe togliere suoi membri dal Kenia e destinarli al Kaffa; ma dei missionari del Kenia 12 sono immobilizzati in servizio dei 10 Ospedali militari, stabiliti pei portatori indigeni sulle retrovie delle truppe inglesi operanti nel German East Africa. Parecchi altri missionari del Kenia sono presentemente inabili per malattie contratte nell’attender ai detti Ospedali. Si potrebbe invece soddisfare alla domanda di Mons. Barlassina, se dei 40 membri dell’Istituto, attualmente vincolati al servizio militare in Italia, si concedesse dal Ministro della guerra che alcuni ne fossero esentati a questo solo scopo missionario e coloniale: cosa che già fu concessa ai Giuseppini di Torino per andar a fondare missioni nel Brasile, ed ultimamente ai Salesiani di D. Bosco destinati a recarsi in Cina per sostituire missionari francesi venuti in Europa per la guerra.

Dati questi precedenti, e ritenuto che è proprio urgente tentar di sviluppare l’azione italiana in quelle regioni, ove la penetrazione commerciale d’al-tre nazioni è attualmente stazionaria per motivo della guerra, il sottoscritto si prende la libertà di domandare che sia concesso il richiamo dal sevizio militare di tutti i 7 individui designati nell’unita nota, od almeno dei 4 primi ivi elencati, e ciò al solo scopo di effettuare sollecitamente l’entrata di missionari della Consolata nella Prefettura Ap.ca del Kaffa.

Nella fiducia del favore – Il Ricorrente

Can.co Giacomo Camisassa

Vice Superiore Gen.le dell’Istituto A Sua Eccellenza

Il Ministro degli Esteri Roma

Allegato

Roma 21 marzo 1918

Membri dell’Istituto

Padre Chiomio Giovanni di Giò Battista, nato il 19 ottobre 1889 in Garzigliana, circondario di Pinerolo (Torino) riformato nel 1909; abile nel 1916, chiamato in luglio 1916: 22a Sezione Sanità – Zona di guerra.

P. Cavallo Giacomo di Giovanni, nato il 16 luglio 1890 in Prunetto, circondario di Mondovì (Cuneo); abile nel 1910 con dispensa, chiamato in maggio 1915 – Ufficio Sanità (Prov. di Venezia) – Zona di guerra.

P. Garrone Vincenzo Domenico di Giuseppe, nato il 21 gennaio 1893 in Priero di Mondovì (Cuneo); abile nel 1913 con dispensa, chiamato in maggio 1915 – Caporale – Servizio Sanità – Ora in licenza a casa.

P. Spinelli[!] Domenico di Giuseppe, nato il 9 marzo 1890 in La Loggia (Torino), rivedibile 2 volte, poi riformato; abile nel 1915; chiamato in Novembre 1915 – 34a Sezione di Sanità – Zona di guerra.

P. Sandrone Vittorio di Natale, nato il 31 maggio 1894 in Revigliasco (Torino), riformato nel 1914 e 1915; abile nel 1917 e chiamato in gennaio 1918 – in Sanità Ospedale Da Bormida (Torino).

P. Re Carlo di Michele nato il 23 settembre 1893 in Giaveno (Torino); abile nel 1913 con proroga; chiamato in maggio 1915 – Sezione Sanità somegg. 364 – 4° Gruppo Alpino – 56a Divisione – Caporale Magg.

Coadiutore Agagliatti Savino di Giuseppe, nato il 5 settembre 1895 in Capriglio d’Asti (Alessandria), abile nel 1914; chiamato in gennaio 1915 – Ospedale da campo 054 – 23° Corpo d’Armata – Caporale – Zona di guerra. In fede

Can.co Giacomo Camisassa

Vice-Sup. Gen.le