Originale autografo…, in AIMC
Torino 6 giugno 1919 N° 25
Carissimo Barlassina,
Ricevetti ieri la tua del 9 maggio N° 68 e m’affretto a risponderti.
+ Il resumé generale delle entrate ed uscite pel Kaffa che mi mandasti colla lettera N° 66 è un po’ troppo breve – Lo preferirò poi – ma con tuo comodo – dettagliato come quello inviatomi da Mr. Perlo e di cui t’accludo copia, non dimenticando mai segnare il rapporto del tallero colla lira italiana per riguardo ai miei versamenti, e per le tue spese più rilevanti. Ma, ripeto, con tuo comodo.
+ Sta bene che non abbi mandato subito Carlo ad Anderasca, massime perché il tempo di aver dal Kenia un Sacerdote da metterlo assieme sembra ancor lontano, causa impossibilità imbarchi a Mombasa. Ora ti telegrafo oggi di mandarlo, cioè dopo le pioggie; ché allora speriamo pure arrivino presto Angelo e 1 missionario dal Ke. Ove telegrafai di mandarteli al più presto.
+ La cera vergine, mi disse il ceraio che la paga £ 6, 50 al Kg. data in Torino. Egli però non vide ancora i tuoi campioni non per anco arrivati. Ma poi c’è ancor sempre il divieto governativo d’importare cerca.
+ Quanto a Carlino si decise non mandarlo per ora perché pel suo aspetto e fare sembraci troppo esposto a quei pericoli di cui mi scrivevi diffusamente l’anno scorso. Ma poi anche perché quanto a lavori è il tipo opposto di Carlo: questi con nessuna macchina s’arrangia e riesce a far grandi cose; quello senza grandi macchine fa ben poche cose; al Ke. Si diceva che mandato a riparar le case-legno ove bastavan lavori di pochi giorni, ei trovava più presto fatto di disfarle completamente e poscia mandarne a chiedere una nuova alla Sega.
+ Ciravegna, grazie a Dio, s’è messo a posto e per ora è nell’Africa tedesca. Per Bodino ho già scritto a Mr. Perlo che può mandartelo e se manderà Dalcanton che non si qualifichi medico ma commerciante.
+ Sei un po’ semplice e troppo ottimista da star così sicuro che per A. A. non si ripeta la storia Nbi. Son tutti T e G. uno peggior dell’altro. Per Nbi se sapessi quanti fastidi ci danno da 2 anni fino all’ultima pretesa presente di Le Roy di voler beccarsi gratis i 640 acri e case di Limuru che al presente posson valere quasi mezzo milione!! E a Roma temono sempre più loro che noi. + Il Sig. Rettore vuole che ti ripeta di non invitare nessun prete indigene allevato sia dai T di Harrar, sia dai Lazzaristi di Alitiena. Non vogliamo che alcuno di loro o dei loro rimetta piede nella tua Prefettura. Forse colla venuta Delle Delegazioni Abissine qua si tenterà imporre loro la libertà religiosa… e consequenter potete saltar fuori Voi; ma nessun francese o figlio di francesi. Perciò disdici la domanda fatta a Gruson.
+ Alla Propaganda si dà un po’ di conto solo una volta all’anno… quindi per adesso non pensar più a scrivere; massime che colà parla per te e per noi il nostro Padre Ferrero creato là Procuratore ad hoc.
+ + + Quanto all’impiantare una grande azienda agricola industriale come scuola per indigeni siano schiavetti, siano figli di cattolici occulti, io credo che non ci va alcuna approvazione di Propaganda, anzi credo neppure d’interpellarla. Tale tentativo è certo nei nostri ideali, solo che ripeto sempre, bisogna aver prima del personale bianco ad istruire e dirigere. Or come fa Mons. Perlo a mandartene se non è possibile trovare a Mombasa da imbarcarsi pel Nord? Solo stamane fu qui a trovarmi certo Ballerini addetto alla Coloniale in Mombasa e dissemi che per scappar da Mbsa. E venir qua a godersi 2 mesi di convalescenza dopo gravi febbri e dissenteria e influenza, dovette salire d’sfros sopra un Vapore solo per merci, dormire tra i sacchi o sul ponte, senza cabina, e pagare 33 sterline da Mbsa a Suez (per Londra avrebbe dovuto pagar 96 sterline col cambio a £ 40!!). Perciò capirai che malgrado il mio telegramma urgente perché ti mandi Anselmo e 1 sacerdote, non può farlo subito.
Queste stazioni industriali e agricole è nostra intenzione che te le assicuri un po’ presto, come già facesti bene per Anderasca e Limmu. Ma nella scelta bisogna preferire posti: 1° di densa popolazione pagana; 2° di futura importanza e sviluppo come Goré, o Kossa, o Layo, o Argio, e ciò specialmente: 3° nei luoghi di sicuro argine all’invasione protestante – Quando un posto presenta queste 3 condizioni lo si può già assicurare., cercando solo trascinare l’occupazione sino all’arrivo di nuovo personale bianco. Così si potrà anche assicurare un luogo adatto a vasta coltivazione caffè dove alla chetichella si metterai cattolici occulti, o meglio i loro figli e schiavetti comprati per poco, ma che siano di buona famiglia e sani… così si preparano dei semenzai di propagandisti per quando otterrai la libertà.
Se sotto l’aspetto di simili impianti d’aziende (cereria, sartoria, lavorazione del prodotto caffè o coltivazione di esso, poi la segheria e laboratorio etc.) puoi ottener permessi dal Governo Etiopico e protezione e benevolenza di grandi Capi locali (come Haile Mariam Dejiacc e Dammes etc.) certo che è cosa da tentarsi. Però una prima ed unica gita da quelle parti, come hai fatto adesso un po’ affrettata, non credo basti a decidere con piena cognizione dell’esistenza di quelle tre condizioni. Ricordati che anche al Kenia si barattarono parecchi posti, già scelti cioè e poi cambiati di sede per Missioni. Quindi ti occorrerà un 2° viaggio ed uno studio oculato prima di impegnarti.
Tutto quest sia detto come direttive generali.. Perché io non so, se troverai redditizia la pulitura del caffè come il far la tela e simili in luoghi dove la mano d’opera costa così poco. In queste cose va anche tenuta presente la norma datati nella lettera N.° 24 di preferir le cose che vi accaparrano e impegnano il Gran Capo e vi rende necessari a lui e così come inamovibili. + Ghedo non mi par da occupar sì presto, ché da quella parte i T possan più far nulla e c’è S. Propaganda di mezzo. L’argine maggiore credo sia da alzare contro l’occidente, cioè contro i Protestanti dal Sabatie. Ma, ripeto, adagio, adagio.
+ Per le ostie avevo da 2, o 3 mesi cessate le spedizioni, che non sapeva se le ricevessi (avendomelo scritti una volta sola), poi pensavo che avendoti Toselli portati il ferro per farle, preferisci forse aggiustarti costì. Ora attendo di sapere se ho da riprendere l’invio.
+ Il danaro mandato a ½ Banca subisce una spesa per cambi e provvigione. Se invece Marciano volesse ancor imprestarti tanti talleri da fare 20.000 lire italiane, ed io versarglieli qui alla Banca. Ti autorizzo a prenderle. Solo che annunziandomi la cosa ti prego dirmi chiaro il di lui nome, cognome, paternità e N.° del libretto di suo conto corrente e la sede della Banca su cui debbo versargli la somma.
+ Per Adolfo, che ancor non è venuto, non credo sia da tentar la vocazione indicata.
+ Per l’altra lunga proposta di mandar qua allievi Galla per studiare nel nostro Istituto il Sig. Rettore è contrario per cento e un motivo. Ti basti sapere che inutiliter lo fece tentare il Massaia in Italia e in Francia… e ancor ultimamente il P. Ludovico da Casaria a Napoli.
Giunti nei nostri climi temperati intisichiscono. Ve li alleverete a suo tempo sul posto. + Ti telegrafo oggi di mandare Carlo Airasca, e capirai tutto, perché quello è proprio il 1° posto da occupare.
+ Scegliendo sedi future evitare 1° località + tutte o quasi tutte mussulmane (Issata) 2° evitare ove han grandi sedi i dignitari Ecal.ci Copti, per evitar loro persecuzioni. Meglio fuori, poco lungi da tali centri, ma sulla strada principale tenuta dai pagani e cattolici occulti nel venire colà. + Spediscoti 2 pacchi postali: 1 con 2 coperte e 7 metri cretonne, 1 con 21 m. cretonne – Cercar venderli e farem saper prezzo realizzato. N. B. il pacco postale costa 7,30 caduno.
Tanti saluti Giacomo Camisassa
