Originale dattiloscritto autografo…, in ASCEP
Torino, 15 Ottobre 1919
Reverendissimo Monsignore,
Il nostro procuratore P. Ferrero, tornato testè da Roma, mi ha riferito che V. S. accennando ad una recente lettera del Padre Barlassina alla S. Propaganda, si mostrò un po’ sorpreso che il P. Ferrero niente ancor sapesse dei fatti di Addis Abeba, e che anche io non ne avessi fatto parola nell’ultima lettera scritta a V. S. per la domanda d’una Casa-procura colà. La cosa è presto spiegata: tali notizie ancor non c’erano arrivate quando P. Ferrero partì per Roma, e tanto meno allorché io scrissi a V. S. per quella domanda. Ne ebbimo solo conoscenza in questi giorni coll’arrivo di una lettera di P. Barlassina, cui era unita copia della lettera da lui scritta direttamente alla S. Propaganda. Noi si sapeva solo delle difficoltà che egli da due anni e più incontrava nel trovar alloggi da prender in affitto, per cui ci aveva chiesto già un anno fa se in caso estremo gli avremmo forniti i mezzi di comprare qualche casetta, al che noi avevamo risposto di sì.
Ora poi dalla copia di lettera scritta alla S. Propaganda dal Padre Barlassina vediamo che tale acquisto, prima suggerito dallo stesso P. Seraphin, suscitò invece le diffidenze di S.E. Mons Jarousseau, che ne mosse a P. Barlassina dei rimproveri ingiustificati, e pretese dichiarazioni ed impegni al di là di quanto avrebbe diritto.
Di fatti non sappiamo comprendere come il Vicario Apostolico possa proibire ad un suddito italiano un acquisto cui questi è autorizzato dal Governo Abissino. È poi evidente che su tale stabile il Vicario Ap.co conserva la sua giurisdizione, e non si comprendono gli ulteriori impegni ed obblighi che avrebbe richiesti a P. Barlassina. Lo stesso Vicario Ap.co di Zanzibar, che fu sempre così ostile a S.E. Mons. Perlo, non gli mosse mai rimprovero pur essendone informato, di qualche acquisto fatto da Mons. Perlo in Nairobi fin da 10, o 12 anni fa. Solo negli ultimi tempi, per ostacolare la nostra Casa-procura in Nairobi, si tirò fuori il sospetto che ciò fosse stato fatto colla mira di prepararsi a chieder l’annessione di Nairobi al Kenia: sono le solite gelosie francesi, che contro di noi vanno fino a supposizioni insussistenti e pretese ingiustificate.
Questo però ci è d’ammonimento a prevenire fin d’ora le questioni che si farebbero poi più aspre; per cui abbiamo pensato di presentare subito l’ac-clusa domanda di erezione d’una Casaprocura in Addis Abeba per la Prefettura Ap.ca del Kaffa. Quanto all’interpellare in proposito S. E. Mons. Jarousseau noi preghiamo che ciò sia fatto direttamente dalla S. Propaganda, alla quale ci rimettiamo per le modalità della concessione come già facemmo per quella di Nairobi.
Voglia gradire con quelli del Sig. Can.co Allamano i miei rispettosi e devoti ossequii. Di V. S. Rev.ma Obblig.mo Servitore
Can.co Giacomo Camisassa
