Originale autografo…, in AIMC
Torino 27 febbrajo 1920
Egregia Sig.na Maria,
Non potendo il C.o Baravalle risponderle, causa una lieve indisposizione che lo tiene a letto, mi pregò di farlo io. E per prima cosa le dico subito che è buon segno da quel delle corna comincia così presto a cozzare… si vede che si arrabbia prevedendo il bene che verrà da questa iniziativa. Ciò non toglie però che ella ne risenta peso e tristezza, ma via; coraggio in Domino. Le difficoltà si spianeranno. Sia solo perseverante e prudente e poi tutto s’aggiusta.
La sortita strana di Mons. col suo Patronato etc. etc. non le faccia paura. Ella si ricordi che fu lei – umiltà a parte – l’iniziatrice dell’Opera e che perciò tanto Mons. quanto io ed altri non abbiam che da puntellarla e sostenerla nelle direttive combinate qui di presenza quando ella fu a Torino. Perciò tenga fermo nel volere non un Patronato ma un Circolo, composto di membri effettivi ed onorari (tenga questa parola in genere neutro, ché così potran pur esservi i Patroni oltre le Patronesse). Il concetto del Circolo fatto essenzialmente dalle Socie effettive è quel che è seguito da quasi tutte le istituzioni di questo genere, e si presta meglio a darle impulso di tanta attività e indipendenza. Non si lascii dunque cambiare la cosa, e non ammetta il concetto di Patronato… un genere antiquato e che finirà per fossilizzarsi.
Quanto all’Assist. Eccl. se vuol farlo Mons. sia pure, ma Assistente E. non Direttore. Quindi seguendo le iniziative della Direttrice; salvo che sianvi degli inconvenienti che 4 occhi veggono meglio che due. Se poi vuol darle D. M. tenga fermo nel non volerlo – in ogni caso si potrà poi chiedere il E. C. alla curia. D. M. è inetto allo scopo, d’altronde dovrà presto andar via se continua a voler concorrere a parrocchie.
Quanto alle recite teatrali da farsi nei locali del Circolo maschile credo non convenga…: meglio separazione… separazione. Perciò non converrà più parlarne finché col tempo possa farsi in altro locale. Massime che si avesse a farsi, crederei si dovrebbero ammetter spettatrici femminili soltanto, e non dei giovani o uomini e neppur ragazzi. Il Signore farà venir altrimenti le entrate.
E poiché accenna pure a scuola di ricamo, credo sarebbe molto più utile scuola di sartoria, rammendo biancheria, abiti ordinari femminili, ed anche vestiti di ragazzi… roba insomma che serve a farne col tempo delle buone e laboriose ed esperte madri di famiglia.
Le rappresentazioni teatrali fomentano lo spirito di leggerezza che è già tanta in quel sesso e quell’età. Invece bene delle projezioni e cinema, ma educativo e serio. Termino ché ho fretta. Tante cose a tutti di casa
Dev.mo C. G. Camisassa
