Copia di originale autografo…, in Ministero Affari Esteri – Etiopia.

Torino, 22 dicembre 1920

Illustrissimo Signor Barone,

Ho il piacere di presentarle il latore della presente Signor Prasso Alberto, residente in Addis Abeba. Egli ebbe dal Governo Abissino una concessione di Miniere nel Kaffa occidentale sopra una estensione eguale circa all’Italia settentrionale, ed il confine nord-est di essa tocca una concessione di foreste di 1500 kmq. ottenuta adesso per la nostra Missione da Mons. Barlassina, come la informerò in altra mia.

Il Prasso, difettando di mezzi per lo sfruttamento di tal concessione, la cedette ad una Società Inglese alle condizioni che l’ebbe egli stesso, e cioè che se fra un anno circa non comincerà i lavori, la concessione scadrebbe.

Ora, quella Società Inglese non paga a lui quanto fu convenuto, né si decide di iniziare i lavori. Il fine evidente di questa inazione è che il Prasso fra un anno decade dalla Concessione e poi loro se l’accaparreranno dal Governo Abissino. A scongiurare tali conseguenze io suggerii al Prasso che ha molte relazioni a Corte, di ottenere un prolungo del termine fissato adesso per cominciare i lavori, e così alla scadenza del primo termine egli metterà fuori quella Società Inglese per l’inadempienza degli oneri contrattati, e potrà passare i suoi diritti ad una Società Italiana. In detta Concessione è provato che esistono abbondanti giacimenti auriferi, di piombo, stagno, rame, lignite, come risulta dalle sabbie dei fiumi contenenti oro e altri metalli.

Il clima locale (tra 6° e 8° grado di latitudine nord) fu constatato dai nostri Missionari come confacente ai bianchi. Nel paese sonvi invece foreste di caffè. Vi si può eseguire qualsiasi coltivazione dei climi temperati. In sostanza è una località molto adatta a trasportarvi operai e agricoltori italiani per lo sfruttamento di questa Concessione forestale valevole per trenta anni; cosa che andiamo combinando, avendo due anni di tempo per iniziare i lavori. A giorni anzi chiederò a V. S. due biglietti gratuiti per due Missionari che feci venire dal Kenya e che manderò ad esplorare la foresta di quella Concessione e studiarne l’impianto del macchinario.

Il Prasso è persona commendevole per la sua onestà, come mi assicura Mons. Barlassina. Ora dunque si tratterebbe di far sentire al Ministro d’Italia Comm. Piacentini che appoggi la domanda di prolungamento che il Prasso presenterà al Governo Abissino, come già appoggiò sinceramente ed efficacemente la nostra. È una pratica che il Signor Prasso cercherà di fare per quanto si può alla insaputa degli Inglesi.

Ecco il favore che il Signor Prasso domanderà ed io credo di poterlo raccomandare a V. S. cui ho l’onore di presentare doverosi ossequi.

Di Vossignoria Illustrissima

Dev mo e Obbl. mo Can.co G. Camisassa