Il brano di Luca 18,1 mette in rilievo la necessità di una preghiera incessante nella vita di fede.  L’uomo, per sua natura, è una realtà relazionale e desidera sempre di entrare in relazione e dialogo con l’Altro, che è diverso da sé, Dio. Per la sua fragilità, ha bisogno di aiuto, cioè di un sostegno spirituale, che lo accompagni nel suo cammino di fede. La preghiera diviene così il modo eccellente per entrare in una relazione personale con L’Assoluto. Il dialogo con Dio avviene sempre e solo per, con e in Cristo. La preghiera cristiana è la partecipazione alla preghiera di Gesù. Gesù è stato il primo a intrattenere il dialogo filiale con Dio (Lc 6,12; 22,44) e ha insegnato ai suoi discepoli la modalità della preghiera. Lo Spirito Santo rende l’uomo capace di rivolgersi a Dio nella fede (Gal 4,6). La preghiera cristiana risulta così un componente essenziale dell’esistenza cristiana: il deterioramento della pratica della preghiera significa il deterioramento della vita cristiana: chi non prega è come una persona morta.

Lungo la sua storia, la Chiesa ha mostrato come i grandi santi hanno vissuto l’esperienza della preghiera, ad esempio santa Teresa d’Avilla, san Giovanni della Croce, ecc. L’Istituto dei Missionari della Consolata ha nel suo Fondatore, san Giuseppe Allamano, il modello dell’uomo di preghiera. Egli si abbandona completamente alla volontà di Dio, entra in un’intima relazione con Dio, in modo tale che la preghiera diventa parte integrante della sua vita quotidiana. Veramente Egli è stato un uomo di grande fiducia nell’amore e nella misericordia di Dio.  Di fatto san Allamano sottolinea l’importanza della preghiera non solo nella sua vita, ma nella vita di ogni missionario. «Pregare sempre, senza stancarsi. Bisogna vivere di vita interiore. Ogni nostra azione spirituale o materiale, incominci da Dio e termini in Dio. Questo è lo Spirito che deve accompagnarci ogni giorno e tutti i giorni; cosi la nostra vita sarà veramente tutta del Signore” (Così vi voglio 175).

Inoltre, san Allamano invita i missionari ad amare la preghiera e santificare sé stessi mediante la preghiera. «La preghiera è più necessaria di ogni altra cosa. Prima dobbiamo santificarci, prima pregare e poi fare del bene agli altri. Dobbiamo amare la preghiera! Beati voi se vi sforzerete di progredire sempre di più nella vita interiore con spirito di raccoglimento e di preghiera». Dando uno sguardo alla vita di san Allamano scopriamo che pregare senza stancarsi assicura la perseveranza nella prova, nelle tribolazioni e sofferenze della vita quotidiana, con la speranza di un futuro gioioso e felice. San Allamano ha saputo patire e sopportare tutto per amore di Cristo grazie alla preghiera instancabile. Ogni tanto, quando fu tribolato, egli si affidò alla preghiera per ottenere la soluzione. Noi, suoi figli, dobbiamo sempre fare ricorso alla preghiera per ottenere la grazia di Dio e la sua consolazione nei momenti difficili della nostra vita spirituale, quando tutto sembra finito.  

Esistono varie forme di preghiera cristiana: incessante, vocale, meditativa, ma la prima, la più eccellente e potente di tutte è certamente la santa Messa, che è lo stesso sacrificio della croce. Diceva San Allamano «La S. Messa è il tempo più bello della nostra vita» (Così vi voglio 147, Giuseppe Allamano Uomo per la Missione pg 38). Per Allamano la Messa, la comunione e la visita al SS. Sacramento costituiscono tre grandi amori per i missionari. San Allamano aveva una grande venerazione e devozione verso l’Eucaristia. Egli sosteneva che nell’Eucaristia Cristo è realmente presente, per cui egli faceva ogni giorno la visita frequente a Gesù Sacramentato. Questa era per Allamano, una esperienza straordinaria di incontro con Dio per entrare in comunione con Lui. Egli trasmise il suo ardore per l’Eucaristia ai suoi, che voleva missionari e missionarie eucaristici. «Vi voglio sacramentini» (Così vi voglio 153), cioè devoti al SS. Sacramento e alla santa comunione. Bisogna che i missionari si accostino al SS. Sacramento nell’adorazione e frequentino spesso la celebrazione eucaristica. Nella Messa Cristo ci nutre con il suo corpo e sangue, ci trasforma e ci fa partecipi della comunione trinitaria. D’altra parte, il SS. Sacramento ci permette di stare continuamente alla presenza di Dio e di entrare in comunione con Lui. Nel SS. Sacramento Cristo in persona viene a visitarci.

La preghiera, come tale, chiede la fede e l’umiltà. Questi sono gli atteggiamenti che rendono la preghiera efficace. Secondo Allamano non basta pregare, ma bisogna pregare con fede e umiltà. Se la preghiera di Gesù è l’abbandono totale al Padre, risulta che la preghiera dei cristiani, specialmente dei missionari, non è altro che l’abbandono totale al Padre. Per rendere la missione fruttuosa bisogna che la comunità, con la preghiera, ponga tutte le attività missionarie sotto il controllo dello Spirito Santo. È Lui la vera guida.

In conclusione, è chiaro che il nostro Fondatore, appoggiandosi sulla grazia di Dio, sostenuto dallo spirito di preghiera personale e comunitaria, riuscì a sviluppare una spiritualità solida e profonda. Come Allamano, tutti noi, missionari e missionarie, dobbiamo coltivare ed essere innamorati della preghiera. Ci sforziamo, quindi, di farci santi e di metterci sempre al cospetto di Dio, affinché sia Lui a operare in noi e tutto quello che facciamo sia ad maiorem Dei gloriam. Se tutto è vissuto per amore di Cristo ci renderemo capaci di condurre una vita secondo lo Spirito.