Originale autografo…, in ASCEP

Torino 3 Dicembre 1915

Eminenza,

La Sacra Congregazione dei Religiosi mentre degnavasi il 30 Dicembre 1909 concedere il Decretum Laudis all’Istituto della Consolata per le Missioni Estere, dichiarava pure che i sottoscritti, quali fondatori dell’Istituto stesso, continuassero a governarlo per sei anni, e cioè fino al 30 Dicembre 1915. Approssimandosi ora questa scadenza, e per Decreto Concistoriale dell’8 gennaio 1911 essendo l’Istituto ritornato alla piena dipendenza dalla Sacra Propaganda, i sottoscritti si permettono ricorrere a Vostra Eminenza perché in vista del necessario consolidamento e del maggior bene dell’Istitu-zione, voglia prolungare per un altro sessennio lo statu quo del governo della medesima. I motivi che dimostrano la convenienza di questa continuazione sono:

1° Il piccolo numero dei membri dell’Istituto che potrebbero essere eletti alle prime cariche del medesimo, in base al dispositivo delle sue Costituzioni. Queste, infatti, esigono che gli eligendi Consiglieri abbiano da cinque anni pronunciato il giuramento perpetuo; ora di questi non ve ne sono che 13, e cioè appena la quarta parte della totalità dei sacerdoti dell’Istituto.

2° Tra essi, quelli che parrebbero idonei all’ufficio di Consiglieri sono superiori di Missioni, e la loro presenza colà è per ora indispensabile al buon andamento delle medesime, non potendosi affidarle a missionari troppo giovani e inesperti. Non conviene quindi richiamare i primi alla Casa-Madre, ove le Costituzioni prescriverebbero che risiedano il Superiore Generale e i Consiglieri.

3° Altro ostacolo alla loro venuta in Italia presentemente è il servizio militare a cui essi in gran parte sono soggetti. Da questo servizio sono esenti soltanto se rimangono in missione, mentre rientrando nel regno sarebbero subito chiamati sotto le armi. Per questo è anche impossibile ora radunare il Capitolo generale, cui spetta la scelta del Superiore e dei Consiglieri.

4° La ragione più grave però che dissuade i sottoscritti da queste elezioni è la necessità che essi vedono di rassodare ancora la disciplina religiosa e infondere il buon spirito nei membri dell’Istituto. Nato questo da appena 14 anni, si trovò dapprima in condizioni eccezionali, che non permisero la completa formazione religiosa e missionaria dei primi soggetti. Questi infatti dopo solo un anno dal loro ingresso nell’Istituto dovettero recarsi ad iniziare le missioni in un paese selvaggio, ma che passato allora sotto il Governo inglese accennava ad aprirsi rapidamente alla civiltà – come poi avvenne –; per il che fu subito una gara tra i nostri ed i missionarii protestanti per occupare i migliori posti in una regione così promettente. La Provvidenza ci aiutò allora visibilmente col mandarci parecchie vocazioni di giovani sacerdoti, che dopo breve preparazione dovettero inviarsi a quelle Missioni, col che si riuscì a prevenire i Protestanti ed a stabilirsi pei primi nei più grandi centri di popolazione. Ciò fu evidentemente a scapito della formazione spirituale dei soggetti, alla quale si poté solo metter mano in seguito coll’entrata di studenti e di chierici, dai quali si esigette un regolare noviziato e quella lunga prova e preparazione che sono indispensabili a veri religiosi e missionari. In quest’opera, grazie a Dio ci pare siasi proceduto e si proceda bene, però questi ultimi, più coltivati e formati, sono ancor giovani e non eleggibili al Consiglio.

5° Anche in vista del consolidamento temporale dell’Istituto ci sembra sia ancora richiesta l’opera nostra nella direzione del medesimo. Come sul principio ne sostenemmo da solo tutti le spese, così ci adoperammo finora in tutti i modi per procuragli benefattori; e se le offerte hanno cominciato presto, e continuano tuttora in modo confortante, è indubitato che vi concorre l’influenza che procura i sottoscritti la posizione che tengono da 35 anni come Rettore e ViceRettore del Santuario della Consolata. Però queste offerte ed ogni altro provento dell’Istituto sono ancor molto inferiori alle esigenze delle Missioni e del personale della Casa Madre, ed i sottoscritti vi debbono sopperire del proprio con un forte contributo annuale, ciò che seguiteranno a fare volentieri continuando come finora nel governo del-l’Istituto.

Per questi motivi i sottoscritti, pur augurandosi che venga presto il giorno in cui possano rimettere ai loro figli missionari la reggenza dell’Istituzione, non osano in coscienza proporre che ciò sia sperimentato per ora; convinti che questo passo sarebbe di detrimento al buon spirito religioso dei soggetti e comprometterebbe la stessa esistenza dell’Opera. Disposti quindi a consecravi come pel passato tutte le loro cure e sostanze, pregano Vostra Eminenza di essere confermati almeno per un sessennio nella reggenza quale tennero finora dell’Istituto.

Prostrati al bacio della Sacra Porpora invochiamo da V. Em. una speciale benedizione e le umiliamo i sentimenti della nostra profonda venerazione e perfetta sudditanza.

Di Vostra Eminenza Ossequentissimi, Devotissimi, Obbligatissimi

Can.co Giuseppe Allamano Superiore.

Can.co Giacomo Camisassa Vice Sup.re