Originale autografo…, in AIMC
Torino 1 Dicembre 1918
Carissimo P. Sales,
Coll’ultimo plico postale ricevetti i tuoi scritti sulla guerra e i neri (alla Leodokowska) le locuste e i pericoli dei missionari in viaggio. Grazie, grazie di cuore per tutti, sebbene l’ultimo il Sig. Rett. non me lo lascierà pubblicare (come non volle si pubblicasse quello sulle delazioni e disagi della vita missionaria) perché egli teme che queste cose, come i pericoli nei viaggi, possano spaventare e impedire vocazioni, massime di Suore. Cosa vuoi la vita di missione, o meglio la vocazione missionaria, non è come pel matrimonio, sul quale per quanto si predichi dei sacrifici e dolori e spine di tale stato, si trova sempre della gente matta per abbracciarlo. La vita di missione se non si presenta unita alla poesia e sublimità di certi tratti (che saran rari ma ci sono)… insomma se non si presenta nel suo bello, induce scoraggiamento colla conseguenza di ritrarne certi soggetti che qui se ne spaventerebbero, invece poi portati in quell’ambiente faran perfin dei miracoli – È questo il segreto per cui gli scritti di Monsignore piacciono alla folla e veniamo spesso a scoprire che furono essi l’incitamento a molte vocazioni. Eppure egli non dice bugie; ma il brutto o lo sorvola o lo presenta nel suo lato bello, per cui anche le difficoltà finiscono per attrarre le anime generose.
Questo per dirti che se qualche tuo raro scritto fu cestinato, o per dir giusto messo da parte per ora , il motivo era quello suddetto… o che eran cose già troppo dette nei periodici di anni addietro. Del resto sta certo che i tuoi scritti li tengo preziosi e solo ne differisco la pubblicazione perché altra materia in corso (Battesimo Karoli, Mociri etc.) non poteva sospendersi. E se non fosse dei tuoi scritti, come farei ora a tirare avanti dopo ché Monsignore da tempo non me ne manda più? Di lui non ho che la Controversia Kikuju, troppo dotta e non intelligibile ad almeno 11.000 dei 12.000 nostri abbonati. E vuoi che per 1 migliaio io lasci digiuni gli altri 11.000 che son poi quelli che più vi sostengono colle offerte? Di Monsignore ho ancor Cecilia ma ce n’è solo per 2 puntate e poi più niente, niente. Eppure quel fine mese è inesorabile nel suo apparire, quando par che sian solo passati 8 giorni dal fine mese precedente.
Basta viviamo alla guardia di Dio. Qualcosa manda spesso P. Bellani, ma scrive in modo che è un vero potente sonnifero e quando voglio pubblicarne qualcosa bisogna che rifaccia di sana pianta il suo scritto, come feci per le Lotte d’anime nuove edite nel N° di novembre p.p. 1918. Non parlo di P. Balbo… che scrive solo per la Scienza… e il periodico non è scientifico – Ho veduto il tuo giudizio sul periodico, che scrivesti a Mons. il 12/8 – 18. Non credi che te ne rimproveri, perché io nel giudicarlo son più pessimista di te. Ma dal dire al fare ci sta il mare… senza ancor contare che criticare è più facile che fare, e che chi fa, falla… Ma queste non son le ragioni delle lacune e deficienze e imperfezioni e monotonie. Le ragioni sono che nessuno m’aiuta a far qualcosa. Di 36 che siete in Africa, senza contar i Coadiutori, quanti sono che portano il loro contributo al Periodico, che infine è cosa loro? Contavo su P. Luigi, ma a me non scrisse ancor una lettera di 2 pagine, o 3. Solo cartoline di affari e di poche righe. Se volli pubblicar roba sua dovetti prender quella lettera ad altri. Contavo formarmi per qui P. Spinello, mai sui sette di cui chiesi l’esonero per l’Africa, egli fu prescelto dal Governo e partirà presto. Contavo su P. Albertone… ma anch’egli è destinato a cose che saprai, seppur non vi avrai parte presto … Altri buoni a formarsi a scrivere pel periodico qui non ce ne sono…comunque sia… non mi credo necessario. Morto io, altri verrà fuori per forza… Il periodico è solo d’aned-doti… ma son questi che più incontrano… dei tuoi scritti nessuno lodò i 2 articoli sul Dovere del Clero… mentre altri che facevan barzellette fecero furore (#)… e perfino i ragazzi e ragazze di scuola li declamano.
Termino col finir della carta ripetendoti che la prima tua missione, è scrivere, scrivere, scrivere.
Tuo aff. C. G. C.
# P. S.
Il successo delle Missioni Cattoliche che a te par gran cosa si rileva dagli abbonati che con tanto scalmanarsi non arrivano [a] un terzo del N° dei nostri.
