Originale autografo…, in AIMC – [Mandata a P. D. Ferrero. Non consegnata al dest.]
Torino, 1° Marzo 1919
Ill.mo e Rev.mo Monsignore,
Dalle ultime lettere di S. E. Mons. Perlo apprendo che negli ambienti governativi inglesi dell’East Africa si parla fortemente dei seguenti progetti:
1° Passando l’ex-German East Africa sotto l’amministrazione definitiva del Governo Inglese, questo si adoprerà in tutti i modi per impedire che in quella regione entrino di nuovo missionari tedeschi;
2° Che in previsione di ciò i diversi Vicariati Apostolici dell’Africa già tedesca affidati ai Padri Bianchi ed ai Padri dello Spirito Santo vanno sostituendo personale francese nelle loro missioni prima funzionate da missionari tedeschi;
3° Quanto alla Prefettura Apostolica del Zanguebar Meridionale che era offiziata da soli Benedettini tedeschi, il Governo inglese farebbe istanza alla S. Propaganda perché sia affidata a qualche Congregazione che possa mandarvi missionari di nazionalità non tedesca;
4° Che qualche Congregazione religiosa non tedesca informata di queste intenzioni dal Governo inglese sta per fare richiesta alla S. Propaganda – altri dice che l’ha già fatta – per ottenere che le sia assegnata la Prefettura Ap. del Zanguebar Meridionale.
S. E. Mons. Perlo riferendoci queste voci molto diffuse colà, ci esorta a far noi pure domanda, non di tutta quella Prefettura Apostolica – che sarebbe fin troppo estesa (250.000 Kmq) – ma soltanto della parte occidentale della medesima, che dalla sponda sud-est del Niassa si estende tra il fiume Ruaha ad ovest e il Lowego ad est sino alla confluenza di quest’ultimo, nel
Rufigi, e seguendo il Rufigi, sino all’unione di questo col Ruaha. In quella regione i nostri missionari e suore addetti agli Ospedali militari per i neri si trattennero già due anni studiandone la popolazione di razza Bantu come gli Aghekoio, e, pregati già dal Vicario Apostolico di Daressalam di restarvi fino a sistemazione completa del dopo guerra trovansi presentemente colà per ufficiare in sua assenza quelle Missioni.
Non so pertanto quanto siavi di vero nelle voci sopra riferite; ma se le cose si prospettassero proprio in quei termini sarebbe nostra intenzione di presentare la suddetta domanda qualora V. S. la ritenesse di probabile esito. Su di che prego V. S. d’aver la bontà di esprimere il suo giudizio in merito al neo Procuratore Padre Ferrero.
Perdoni la mia libertà e voglia gradire con quelli del Sig. Can. Allamano i miei rispettosi ossequii.
Di V. S. Ill.ma e Rev.ma Umil.mo Servitore
C. G. Camisassa
