Minuta originale…, in AIMC
22/12 – 1915
A Mons. Perlo
Dalle informazioni avute sull’andamento delle nostre Suore in missione, devo dire che non sono soddisfatto della condotta di alcune. Non parlo delle malattie anche gravi capitate, colle unite miserie morali, cose che grazie a Dio sembrano passate, né di altre debolezze inevitabili a donne pel cambio del clima e delle occupazioni. Ma ciò che mi fa pena è la mancanza in qualcuna di spirito religioso ed anche solo cristiano, e voglio dirti specialmente del contegno di Suor Teresa su cui da più parti ebbi informazioni.
Questa Suora che nel secolo aveva condotta una vita alquanto dissipata e grossolana, facendo persino da carrettiera, venuta da noi parve prendere spirito mostrandosi piena di buona volontà. Ma pel breve tempo di formazione, e d’una formazione più esterna che interna, per causa di chi allora dirigeva la comunità, non pose solide basi alle virtù, specialmente in fatto di umiltà, d’ubbidienza e di modestia religiosa. E ne diede prova col piegarsi di mala voglia alla nuova superiora, facendole anche talora una sorda opposizione. Corretta ripetutamente parve rinvenire, ma ecco che ora torna all’antica insubordinazione con dolore della Superiora e cattivo esempio alle Suore, ai missionari ed anche ai neri.
È necessaria l’autorità di V. E. per farla piegare e riconoscere i proprii torti. So che la stessa ebbe già tante contese con Suor Celestina, che fu perciò tolta dal magazzino, ma ora sarebbe lei da togliere da quell’ufficio e metterla ai lavori ordinarii della fattoria, facendo anche in modo di staccarla da Suor Cecilia, l’antica sua compagna di opposizione alla superiora e che credo non siasi emendata dello spirito di superbia e testa piccola, e di dolce far nulla dimostrato nell’Istituto.
Ella vedrà se per le esigenze degli impieghi sia possibile togliere subito Suor Teresa dal magazzino, ma certo che si meriterebbe tale lezione e sarebbe questo il mio desiderio anche per dare una riparazione del suo cattivo esempio.
Suor Margherita non avrà ancora tutte le qualità di Superiora, ma è certo la più idonea che abbiamo al presente, e intendo che sia da tutte rispettata e obbedita. So che essa ha confidenza con V. E.; l’assisti spiritualmente e materialmente consigliandola, incoraggiandola e correggendola, e intanto obbligando tutte le suore a rivolgersi unicamente a lei per ogni permesso e direzione esterna. Conceda anche alla medesima, quando lo domanda, un po’ di danaro perché abbia modo di fare certe spesuccie necessarie a donne, e di cui essa terrà nota privata senza segnarle nel registro comune.
V. E. scrivendomi mi dica ciò che pensa e crede bene pel miglior andamento delle Suore in missione ed anche per aiutare la formazione delle aspiranti in Casa Madre.
Aggiungo che se Suor Margherita dovrà qualche volta esentarsi dalla Fattoria, non è il caso per ora di metterle una vera supplente, tanto meno poi mettervi Suor Cecilia che non ha assolutamente né criterio né buon rapporto da ciò fare e che come Suor Teresa non dovrà mai mettersi alla testa in qualsiasi stazione.
